Perché il pino termicamente modificato eccelle negli ambienti sauna
Resistenza al calore e all’umidità: come la modifica termica stabilizza il pino per le saune
Quando si tratta di saune, il pino termicamente modificato supera nettamente il legno normale, poiché il trattamento termico ne modifica il comportamento cellulare. Il processo avviene a una temperatura compresa tra circa 180 e 220 gradi Celsius e riduce quasi della metà l’assorbimento di umidità rispetto ai normali legni teneri. Questo è particolarmente importante, dato che nelle saune la temperatura oscilla costantemente tra circa 65 e 90 gradi Celsius (150–195 °F). Con un minore scambio di umidità in entrata e in uscita, il legno mantiene la propria stabilità invece di espandersi e contrarsi continuamente. Nessuno desidera che si formino fessure tra i pannelli o che le panche si deformino dopo mesi di utilizzo. Il cedro e l’abete rosso tradizionali tendono a creare punti caldi, dove alcune parti diventano eccessivamente calde per garantire il comfort. Il pino termicamente trattato, invece, distribuisce il calore in modo uniforme grazie a una migliore conducibilità termica e all’assenza di resine fastidiose che causerebbero zone disomogenee. Chi trascorre molte ore nella propria sauna apprezzerà questa diffusione uniforme del calore sulle superfici, senza zone sgradevolmente più calde.
Eliminazione di resina, deformazioni e muffe: vantaggi chiave per la sicurezza e le prestazioni del legno per saune
Quando il legno di pino viene modificato termicamente, le resine naturali vengono bloccate all’interno, impedendo loro di fuoriuscire sotto forma di resina. Ciò evita fastidiose macchie di resina e potenziali ustioni quando il legno si riscalda. Il processo di riscaldamento rende inoltre il legno più denso, con un aumento di compattità pari al 10–15%. Ciò che risulta particolarmente interessante è la formazione di micro-pori sulla superficie, che impediscono lo sviluppo della muffa. Questo aspetto è fondamentale nelle saune, dove il legno non trattato tende a sviluppare funghi già entro sei mesi se lasciato allo stato naturale. Il trattamento termico agisce anche in un altro modo: elimina i punti di tensione interna nelle fibre, riducendo così la deformazione nel tempo. Studi scientifici confermano una riduzione della deformazione pari all’80% circa rispetto al legno essiccato in stufa standard. Il risultato? Superfici in legno che rimangono piane, prive di schegge e richiedono una manutenzione notevolmente inferiore, sia che vengano installate in abitazioni sia in ambienti commerciali.
Confronto tra specie di pino termicamente modificate per prestazioni ottimali in sauna
Pino silvestre vs. abete rosso: densità, contenuto di resina e risposta al trattamento termico
Il pino silvestre ha una densità di circa 500 kg per metro cubo, superiore a quella dell’abete rosso norvegese, che si attesta intorno ai 420 kg/m³. Questa differenza comporta che il pino silvestre trattiene il calore leggermente meglio e resiste con maggiore efficacia all’usura, rendendolo particolarmente adatto alle saune commerciali più frequentate, soggette a un utilizzo continuo. Entrambi i tipi di legno contengono resine che tendono a fuoriuscire quando la temperatura raggiunge i 70–100 gradi Celsius. Tuttavia, il trattamento termico cambia radicalmente la situazione, bloccando tali composti mediante polimerizzazione ed eliminando così efficacemente qualsiasi rischio di fuoriuscita di resina. Dopo tale processo, l’assorbimento di umidità diminuisce del 40–50% circa in entrambe le specie, garantendo una protezione simile contro la deformazione e la marcescenza nel tempo. L’abete rosso norvegese presenta il vantaggio di essere più leggero, quindi risulta più facile da lavorare durante l’installazione. Il pino silvestre, tuttavia, si distingue nel lungo periodo grazie alla sua venatura più fitta e alla maggiore densità, offrendo una resistenza nettamente superiore ai cicli ripetuti di riscaldamento e raffreddamento. Una volta modificati, entrambi i legni soddisfano la norma EN 350 Classe 2 per la durabilità, il che significa che potranno durare molti anni anche in ambienti umidi e saturi di vapore come quelli delle saune, dove altri materiali potrebbero degradarsi più rapidamente.
Considerazioni relative all'approvvigionamento: origine, protocollo di essiccazione in stufa e standard di certificazione per il pino termicamente modificato di qualità sauna
Il vero pino termicamente modificato di qualità sauna dipende da un approvvigionamento e da una lavorazione rigorosi:
- Origine : Il legname dell'Europa settentrionale – in particolare della Scandinavia e dei paesi baltici – è preferito per la sua crescita lenta e per gli anelli di accrescimento stretti, che ne migliorano la stabilità dimensionale e riducono le sollecitazioni interne.
- Protocollo di essiccazione in stufa : Il trattamento termico autentico richiede un’esposizione prolungata a temperature comprese tra 180 e 220 °C (grado Thermo-D), sufficiente a riconfigurare i polimeri di emicellulosa e lignina e a neutralizzare completamente le resine. Temperature non costanti o cicli abbreviati compromettono sicurezza e durata.
- Certificazione : La certificazione FSC o PEFC attesta un prelievo sostenibile del legname, mentre la conformità alla norma EN 350 conferma la resistenza alla decomposizione e le prestazioni non tossiche. Richiedere sempre relazioni di laboratori indipendenti che verifichino un contenuto di umidità <6% e i limiti di stabilità dimensionale – indicatori fondamentali del rispetto dei rigidi requisiti imposti dall’uso continuativo nella sauna.
Conducibilità termica, comfort superficiale ed esperienza utente con il pino termicamente modificato
Il legno di pino sottoposto a modifica termica rimane sufficientemente fresco al tatto anche quando riscaldato, quindi non c’è alcun rischio di scottature a causa del contatto diretto con la pelle. Il trattamento rende la superficie più dura e impedisce l’essudazione della resina, il che significa che panche e pareti realizzate con questo materiale mantengono una superficie liscia e priva di schegge per anni, anche dopo ripetute esposizioni al vapore. I comuni legni teneri non trattati non offrono invece la stessa resistenza: tendono infatti a deformarsi o a perdere la forma nel tempo, mentre il pino modificato conserva la propria struttura e distribuisce uniformemente il calore. Le persone apprezzano effettivamente l’utilizzo di queste superfici perché risultano piacevoli al tatto, sia sotto i piedi che alle mani; è per questo motivo che molti proprietari di abitazioni e imprese li preferiscono per bagni, saune e altri ambienti in cui il calore riveste un ruolo fondamentale.
Durata nel tempo e manutenzione del pino termicamente modificato nelle saune
Dati sulla durata reale: oltre 10 anni di utilizzo del pino termico in saune commerciali e residenziali
I test sul campo indicano che il pino trattato termicamente dura circa 12–15 anni nelle saune commerciali, che effettuano almeno otto sessioni al giorno, mentre le versioni domestiche tendono a durare ben oltre i dieci anni. Il legno assorbe circa il 40–50% in meno di umidità rispetto ai materiali tradizionali per saune, il che significa che quasi non si verificano deformazioni e i problemi di muffa diventano eventi rari. La maggior parte delle persone ritiene che questo faccia tutta la differenza, poiché proprio le deformazioni del legno e la crescita della muffa sono solitamente le cause principali del rapido deterioramento del legno nelle saune tradizionali. I modelli domestici richiedono una manutenzione minima dopo il quinto anno, generalmente inferiore a 200 ore all’anno, ad esempio per leggere operazioni di levigatura volte a mantenere piacevole al tatto la superficie. Per le installazioni commerciali, nella maggior parte dei casi è sufficiente una semplice pulizia con soluzioni neutre dal punto di vista del pH. Non è affatto necessario ricorrere a prodotti chimici aggressivi o a trattamenti oleosi. Ciò che risulta particolarmente interessante è come il legno mantenga in modo piuttosto costante la propria capacità di condurre il calore, con una variazione di circa ±5% nell’arco di un decennio, garantendo così un calore uniforme su tutta la superficie e un comfort ottimale per gli utenti per tutta la lunga durata del materiale.
Indice
- Perché il pino termicamente modificato eccelle negli ambienti sauna
- Confronto tra specie di pino termicamente modificate per prestazioni ottimali in sauna
- Conducibilità termica, comfort superficiale ed esperienza utente con il pino termicamente modificato
- Durata nel tempo e manutenzione del pino termicamente modificato nelle saune

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